Categoria: Seminari e Convegni
Stato: Archiviata
14 - 15 novembre 2019

Restructura 2019: interventi del Dipartimento AD al Salone

Oval, Lingotto Fiere - via Mattè Trucco 70 - Torino


giovedì 14 novembre 2019
13:00 : 14:30 ⁄ Sala ROSSI
LA GEOMATICA E IL RILIEVO METRICO 3D:
TECNICHE AVANZATE PER LA DOCUMENTAZIONE DELL'ARCHITETTURA
La conferenza, organizzata nell'ambito della fiera Restructura 2019 dal Laboratorio di Geomatica per i Beni Culturali del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, ha l'obiettivo di fornire una panoramica sulle attività svolte dai docenti e ricercatori di Geomatica afferenti al DAD.
Nello specifico verranno illustrate, attraverso esperienze, casi studio, ricerche e tesi di laurea,
le possibilità offerte dai moderni metodi e dalle innovative tecniche della Geomatica nei campi applicativi inerenti l'architettura e l'ambiente costruito (rilievi fotogrammetrici con droni, laser scanner terrestri, mobile mapping systems e telerilevamento). Le tematiche affrontate riguarderanno l'architettura, l'ambiente urbano, il paesaggio storico, anche danneggiati da eventi naturali.
Organizza: Laboratorio di Geomatica per i Beni Culturali - DAD Politecnico di Torino
Info: Tel. 011/0904380, e-mail laboratoriobbcc@polito.it

venerdì 15 novembre 2019
10:15 : 11:35 ⁄ Sala PONTI
IL LEGNO PER LA FABBRICA DI OGGI
Intervento del pof. Roberto Giordano
La crisi ambientale ci sta proponendo numeri pesanti che riguardano, ad esempio, l’innalzamento delle temperature e l’aumento delle emissioni di anidride carbonica. A tali numeri è necessario rispondere con soluzioni progettuali efficaci ed efficienti, in grado di transitare l’ambiente costruito in un ambiente carbon free.
Il passaggio da un’economia lineare a un’economia circolare, non è però cosa semplice. Richiede un cambio dei paradigmi consolidati, a partire dalla progettazione degli edifici, che assume le caratteristiche di progettazione di ciclo di vita dell’edificio; rispetto a questo e altri temi, catalogati come sostenibili, gli attori del processo edilizio dimostrano ancora un interesse limitato, ritengono altresì che il tutto costituisca un impedimento e un fardello, in parte, sul piano culturale e, molto, sul piano operativo. Ai progettisti, poi, è richiesto di rispondere a un quadro complesso e crescente di requisiti ambientali, imponendo loro di acquisire un sempre più ampio spettro di competenze e richiedendo l’acquisizione di strumenti analitici e predittivi.
L’obiettivo del contributo è delineare degli scenari dell’architettura che verrà, partendo dal presupposto che essa non può essere il risultato di un approccio unicamente deterministico, ma che non può neppure essere ricondotta a una sostenibilità effimera e concettuale. L’architettura che verrà è il risultato di un pensiero e di un approccio complesso, in grado di rendere complementari forma e prestazione, senza che l’una prevarichi l’altra. Significa altresì utilizzare degli strumenti in grado di valutare le prestazioni nel progetto, e non come avviene frequentemente, a valle del processo progettuale.