Categoria: Seminari e Convegni
Stato: Archiviata
9 - 16 - 23 maggio 2017

When buildings speak. Architettura e caratteri nazionali in Europa centro-orientale, durante e dopo l'impero: da Budapest a Czernowitz (Cernăuți, Chernivtsi), via Lemberg (Lwów, L’viv)

Sala della Caccia, Castello del Valentino, Viale Mattioli, 39, Torino

L’impero asburgico, complesso e multietnico, dissolto nel 1918, ha visto operare al suo interno potenti correnti nazionalistiche, una delle concause della sua scomparsa. Riflesso di questa problematicità è la pervicace ricerca di un carattere nazionale dell’architettura, la creazione di una lingua riconoscibile e identificabile come fattore identitario. L’istanza è presente tra secondo Ottocento e primo Novecento anche in altre realtà geografiche prive di identità politica statuale autonoma come nei paesi inglobati nell’impero russo o progressivamente liberati da quello turco, ed è comun-que un tema culturale pervasivo in Europa.
Il corso focalizza il caso di tre aree all’interno dell’impero austro-ungarico. Da un lato l’elaborazione di una “lingua” architettonica in Ungheria, in primo luogo esaminando le opere di Ödon Lechner e dei suoi seguaci, nel contesto del grande sviluppo sociale, culturale ed economico a cavallo tra Ottocento e Novecento, prima del crollo. Dall’al-tro il caso di due città che cambiano statuto e ruolo prima e dopo l’impero, le attuali Chernivtsi e L’viv. Czernowitz, capitale della Bucovina e sede di parlamento regionale, la cui multietnicità era riflessa dai centri culturali di ogni gruppo (le “case nazionali”, ognuna con le proprie caratterizzazioni formali), che diviene città rumena dopo la pri-ma guerra mondiale (Cernăuți) e luogo di sperimentazione di una “rumenizzazione” anche attraverso l’architettura, per finire nell’attuale Ucraina come Chernivtsi. Lem-berg, capitale della Galizia, sede di parlamento regionale, ricca di tensioni nazionali anche nell’architettura e che diviene città polacca (Lwów) dopo la prima guerra mon-diale giocando un nuovo ruolo, per poi finire anch’essa in Ucraina come L’viv, dopo il 1945, e vedere deportata in città ex-tedesche passate sotto il governo di Varsavia tutti i residenti polacchi e gli stessi monumenti che ornavano le piazze.

9 maggio - ore 9:00 / 12:00
Sala della Caccia
Budapest. “Un linguaggio formale ungherese non c’è stato, ma ci sarà” (Ö. Lechner, 1906);

16 maggio - ore 9:00 / 12:00
Sala della Caccia
Czernowitz (Cernăuți, Chernivtsi). Le “case nazionali” tra Austria, Romania e Ucraina;

23 maggio - ore 9:00 / 13:00
Sala della Caccia
Lemberg (Lwów, L’viv). “La trascendente e celeste Leopoli, per sempre perduta” ; Strumenti, bibliografia, discussione.

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